IL PASTO SERALE DEL SIGNORE: CHI VI DOVREBBE PARTECIPARE?






Cari e Amici,
Si avvicina la data del 19 aprile. In tutto il mondo i Testimoni di Geova terranno una adunanza, chiamata Commemorazione del Pasto Serale del Signore. Forse molti di noi hanno ricevuto già un invito per assistere a quest’evento. A tale proposito pubblico per concessione di un forumista dal nickname Serve Una Svolta una interessante considerazione su questa celebrazione, ma più in generale sul significato del cosiddetto “Pasto Serale Del Signore” - Il contenuto non è discorsivo ma meditativo. Vi invito a leggere con attenzione tutte le scritture citate. In calce vi sono allegati degli schemi esplicativi.
Buona lettura e come al solito : commentate commentate commentate…

Vostro Corrado,


“Le domande che mi sono posto sono queste:

  • Chi sono coloro che partecipano al Nuovo Patto menzionato in Luca 22:20?
“E il calice nella stessa maniera, dopo che ebbero preso il pasto serale, dicendo: “Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue, che dev’essere versato in vostro favore.””
  • Sono, il pane e il vino, simboli del patto per un Regno menzionato in Luca 22:29 
“e io faccio un patto con voi, come il Padre mio ha fatto un patto con me, per un regno,”

(secondo l'equivalenza Nuovo Patto = Patto per un Regno) per cui solo per coloro che governeranno in cielo?

Prima domanda:
Per rispondere alla prima domanda, occorre fare necessariamente riferimento al vecchio patto, quello della Legge, di cui il nuovo è il sostituto corrispondente secondo Geremia 31:31-33.
Come indica il versetto 33

““Poiché questo è il patto che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni”, è l’espressione di Geova. “Certamente metterò la mia legge dentro di loro, e la scriverò nel loro cuore. E di sicuro diverrò il loro Dio, ed essi stessi diverranno il mio popolo”.
Il nuovo patto avrebbe riguardato il popolo di Dio così come il vecchio riguardava il popolo di Israele. In Israele vi era un sommo sacerdote, vari sacerdoti appartenenti alla famiglia di Aaronne e il popolo (milioni, persone), tutti quanti loro, nessuno escluso, sotto i vincoli e i benefici del patto della Legge.

Secondo Esodo 12:48,49 persino i proseliti non israeliti venivano inclusi nel patto una volta che erano stati circoncisi. Tutti, inclusi i proseliti non israeliti circoncisi, mangiavano anche la Pasqua il 14 Nisan, non solamente i sacerdoti.

Se, per ipotesi, l'intero popolo di Israele avesse accettato il Messia al momento della sua venuta, non sarebbe cambiato comunque il numero di coloro che sarebbero andati in cielo poiché tale numero era già stato stabilito in precedenza, Efesini 1:4.

“così come ci elesse unitamente a lui prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e senza macchia dinanzi a lui nell’amore.”

Per questo, la maggioranza dei giudei viventi al tempo di Gesù e ovviamente anche tutti quelli morti precedentemente, sarebbero comunque stati resuscitati sulla terra pur essendo stati tutti sotto il vecchio patto. Quindi, potremmo tranquillamente dire che, in definitiva, la stragrande maggioranza di coloro che furono soggetti al vecchio patto vivranno sulla terra, non in cielo e che questo era il proposito sin dal principio. Il fatto che in Esodo 19:6 ci si riferisca all'intera nazione di Israele come a un regno di sacerdoti non può quindi voler dire che milioni di israeliti sarebbero andati in cielo, ma indica semplicemente il ruolo sacerdotale che la nazione di Israele avrebbe avuto nel permettere a tutte le altre nazioni di avvicinarsi a Geova secondo la promessa fatta ad Abraamo in Genesi 22:18 e come indicato anche in Isaia 61:6.

  • Quale base biblica esiste quindi per poter dire che il nuovo patto, che sostituisce il vecchio, è riservato solamente ad una classe sacerdotale che andrà in cielo a governare con Cristo (Gesù come sommo sacerdote e i 144.000 come sotto sacerdoti) e non a tutti i cristiani che formano il popolo di Dio?
Molti di coloro che ricevettero lo spirito santo alla Pentecoste erano già discepoli di Gesù, ma non vennero invitati al pasto serale, nonostante fossero ovviamente inclusi nel nuovo patto (vedi Maria, la madre di Gesù, per esempio, Marco l'evangelista, o Mattia che in seguito sostituì Giuda Iscariota). Ritenere che tale patto solo sia riservato a un gruppo ristretto, oltre che non corrispondere al modello del vecchio patto, apre la porta a tutta una serie di interrogativi difficili da risolvere.

Il racconto dell'ultima cena di Matteo 26:28 dice: 

"poiché questo significa il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati".

Il riferimento della TNM relativo alla parola molti, rimanda a Matteo 20:28 dove Gesù dice, in modo analogo, che è venuto per dare la sua anima come riscatto in cambio di molti. Dato che non c'è dubbio che in Matteo 20:28 Gesù si stesse riferendo alla intera umanità redimibile, per quale motivo la stessa espressione dovrebbe invece riferirsi solo a 144.000 persone nella frase pronunciata dallo stesso Gesù durante l'ultima cena in Matteo 26:28 dove le parole sangue, patto e molti vengono legate insieme?

Il libro Perspicacia alla voce Mediatore, spiega che Gesù, essendo il mediatore del nuovo patto, viene considerato mediatore fra Dio e i 144.000. Come spiegava la Torre di Guardia del 15/2/91 pag. 18, i cristiani che hanno la speranza di vivere sulla terra sono esclusi dalla mediazione di Cristo e ne riceveranno indirettamente i benefici nel futuro.

Siamo certi che Paolo avesse in mente questa distinzione quando disse in 1 Tim. 2:5 che c'è un solo mediatore fra Dio e gli uomini (greco antropòs, termine ampio, usato per indicare la razza umana in generale)?

E siamo certi che Gesù quando disse le parole di Giovanni 14:6, stesse riferendosi esclusivamente a un gruppo ristretto, visto che disse: "nessuno viene al Padre se non per mezzo (nel senso di mediazione) di me"?

Se invece siamo d'accordo sul fatto che Paolo e Gesù si stessero riferendo a tutti, che base biblica esiste per dire che il nuovo patto, convalidato con il sangue di Gesù a favore dell'intera umanità, si limita a 144.000 persone e che tutti gli altri ne sono esclusi e ne ricevono i benefici solo indirettamente?

  • Se l’espressione "Israele spirituale" o "Israele di Dio" si riferisce esclusivamente ai 144.000 che governeranno in cielo, perché Gesù disse che gli apostoli avrebbero governato sulle dodici tribù di Israele?
  • Poiché i governati (e non i governanti) sono definiti "le dodici tribù di Israele" e vivranno sulla terra, non sarebbe logico pensare che anche il termine "Israele spirituale" si riferisca all'intero popolo di Geova? 
Si noti anche come Paolo dà un significato molto ampio all’espressione "Israele di Dio" in Galati 6:16. Inoltre, il fatto che in Rivelazione 7:4-8 i 144.000 siano selezionati dalle 12 tribù di Israele, non sarebbe una indicazione logica che l'Israele spirituale deve rappresentare per forza un gruppo numericamente molto più grande degli stessi 144.000 per poterli produrre?

Seconda Domanda: Patto per un Regno?
Per quanto riguarda il fatto che gli emblemi siano riservati solo a coloro con cui Gesù fece un patto per un Regno, visto che il versetto usato come prova biblica ad ogni Commemorazione è Luca 22:29,

“e io faccio un patto con voi, come il Padre mio ha fatto un patto con me, per un regno,”

è importante esaminare bene questo testo perché quella frase di Gesù non compare negli altri Vangeli con relazione all'ultima cena (per questo si usa sempre Luca 22:29 nel discorso della Commemorazione). In particolare occorre stabilire esattamente cosa volle dire Gesù e in che momento della serata pronunció quella frase.

Sul significato delle parole usate da Gesù è interessante il fatto che solamente la TNM usi la parola patto in Luca 22:29. Le altre traduzioni in italiano e nelle varie lingue che ho consultato, non fanno riferimento a un patto, rendono piuttosto l'espressione: vi assegno un Regno, vi do un Regno, dispongo per voi un Regno. (Vedi appendice 1- elenco traduzioni Bibbie in inglese)

La parola greca usata (diatídsemai) infatti non significa patto, anche se ha la stessa radice. Si tratta bensì di un verbo che significa conferire o assegnare. La parola greca per patto è diadséke che viene correttamente usata in Luca 22:20. La conferma dell'uso improprio della parola patto in Luca 22:29, è evidenziata nella TNM edizione grande con note, alla sezione 7D pag. 1586. Nell'elenco completo dei versetti dove ricorre la parola greca per patto si può infatti notare che viene indicato Luca 22:20, ma non Luca 22:29. (Vedi appendice 2- Testo in inglese corrispondente a quello in italiano)

A parte l'uso corretto o meno della parola patto, altri versetti aiutano a capire che Gesù non poteva voler dire che stava inaugurando o celebrando in quel momento un patto per un Regno. Una ragione è che già in precedenza Gesù aveva promesso agli apostoli che avrebbero governato con lui, Matteo 19:28, Luca 12:32. Che senso aveva quindi inaugurare un patto per qualcosa che già era stato promesso in precedenza?

Un'altra ragione è che, per ammissione dello stesso Gesù, l'autorità in quanto ai posti nel Regno era del Padre e non sua (Matteo 20:23). Gesù aveva solo l'autorità di cedere la propria vita e riceverla di nuovo (Giovanni 10:18) e in questo modo rendere possibile per gli apostoli la speranza celeste in virtù di quello che il Padre aveva già disposto. Per questo Gesù aggiunse: come il Padre mio ha disposto per me un Regno.

Gli emblemi non possono in alcun modo essere relazionati all’istituzione di un patto per un Regno, ma esclusivamente all’inaugurazione del nuovo patto a favore di tutti coloro che avrebbero esercitato fede nel sacrificio di Gesù, anche in base al contesto di Luca 22:29. Rispettando l'ordine cronologico di Luca, gli emblemi vengono descritti nei versetti 19 e 20, mentre il discorso in relazione al Regno si trova nel versetto 29, con ben due diversi argomenti in mezzo a fare da separazione: 
  • l'identificazione di Giuda come traditore, e 
  • la disputa fra gli apostoli su chi fosse il più grande. 
Se poi si analizza più in profondità l'intero capitolo 22 di Luca e lo si confronta con gli altri Vangeli, si può giungere alla ragionevole certezza che quegli emblemi non potevano in alcun modo rappresentare il patto per un Regno.

Nonostante il Vangelo di Luca sia stato scritto in ordine logico (secondo cioè la logica dello stesso Luca e pensato per una persona probabilmente non cristiana, Teofilo, Luc. 1:3), si può stabilire con certezza, che varie porzioni del testo non sono in ordine cronologico. Per esempio, i Vangeli di Matteo e di Marco concordano nel dire che quando Gesù passò gli emblemi durante l'ultima cena, Giuda era già stato identificato come il traditore e secondo il racconto di Giovanni era anche già uscito dalla stanza superiore, Matteo 26:21-28, Marco 14:18-24, Giovanni 13:21-30. Per questo motivo, Luca 22:21-23, deve essere per forza fuori ordine cronologico poiché menziona la identificazione di Giuda come traditore dopo il passaggio degli emblemi in contrasto con gli altri tre Vangeli. 
Ora la domanda importante è:
quando vennero pronunciate le frasi successive descritte nei versetti 24 a 30?

Sono anche quelle frasi fuori ordine cronologico come le precedenti? Matteo, Marco e Giovanni concordano su questo ordine degli avvenimenti:
  • identificato Giuda come traditore,
  • passaggio del pane e il vino,
  • una volta usciti fuori, avvertimento di Gesù a Pietro in quanto al fatto che lo avrebbe rinnegato.
Se quindi anche le frasi di Luca 22:24-30, non riportate dagli altri evangelisti, sono fuori ordine cronologico, è necessario chiedersi dove vadano collocate temporalmente nell'ambito di quella stessa serata.

Giovanni 13:1-17 e i riferimenti della TNM, ci aiutano a trovare la risposta corretta. Il famoso episodio in cui Gesù lava i piedi agli apostoli, per logica avvenne prima di iniziare la cena, poco dopo essere entrati nella stanza superiore. La nota in calce a Giovanni 13:2 infatti dice "mentre si stava preparando la cena".
Ora, il riferimento della TNM in Luca 22:27 dove Gesù dice che in quel momento, invece di giacere a tavola, era in mezzo agli apostoli come uno che serve, rimanda giustamente a Giovanni 13:4 cioè al momento in cui Gesù stava lavando i piedi agli apostoli stessi. 
Fu in quella circostanza, evidentemente, che era sorta la disputa su chi fosse il maggiore (22:24), con relazione a chi doveva lavare i piedi, e fu in quel contesto che Gesù disse anche la famosa frase relativa al Regno. Dopo una lezione verbale e pratica sulla umiltà (22:25-27), confermando loro quello che già gli aveva promesso in precedenza (il Regno), Gesù indica che, all'approssimarsi la sua morte, tutti avrebbero ricevuto lo stesso premio per cui era assolutamente fuori luogo discutere fra loro su chi fosse il maggiore (22:28-29). 
Tutto questo avvenne quindi molto prima che venissero passati il pane e il vino. Quei simboli pertanto rappresentano esclusivamente la inaugurazione del nuovo patto, non hanno a che vedere con chi andrà in cielo a governare con Gesù. Questo viene confermato anche dalle parole di Luca 22:20 dove Gesù dice che il fare questo, cioè mangiare e bere del pane e del vino (non semplicemente passare gli emblemi) è in ricordo di Lui (non come segno di avere la speranza celeste). Ecco di seguito il preview di una tavola sinottica degli avvenimenti relativi alla sera dell'ultima cena.
Cliccate qui per scaricare il file PDF




Quando negli anni 30 del secolo scorso si introdusse la distinzione fra chi poteva prendere gli emblemi e chi doveva invece assistere come spettatore, lo si fece basandosi su un intendimento errato di Giovanni 6:53,54, poi corretto con la Torre di Guardia del 15/2/86 pag. 19,20, ma anche sul travisamento del significato di Luca 22:29. 
Se nutrirsi simbolicamente della carne e del sangue di Gesù in Giovanni 6:53,54 si riferisce a tutti, non solo agli unti, in armonia con l'intendimento aggiornato, quale ragione scritturale abbiamo per dire che solamente un anno dopo Gesù usò esattamente la stessa metafora in Luca 22:19, 20 riferendosi questa volta esclusivamente al gruppo degli unti?

Può attribuirsi al caso il fatto che proprio dalla fine degli anni 80 in poi il numero di coloro che hanno cominciato a prendere gli emblemi è aumentato progressivamente invece di diminuire o piuttosto si può attribuire al fatto che tanti abbiano compreso il corretto significato del pane e del vino? 
Poiché secondo Giovanni 6:53,54 quei simboli hanno stretta relazione con la vita eterna e la risurrezione in caso di morte, il gesto di passare il piatto e la coppa per molti ora equivale a dire: “non mi serve il sacrificio di Cristo, non è per me, quindi passo gli emblemi senza prenderne e rinuncio alla mia prospettiva di vita eterna”.

Capite bene che prendere o non prendere degli emblemi, essere dentro o essere fuori dal nuovo patto, non sono questioni di poco conto. Sempre con relazione all'ultima cena, il fatto che Gesù non invitasse tutti, ma includesse solo i suoi apostoli fedeli, i suoi amici più intimi, invece di indicare che solo un gruppo ristretto partecipa al nuovo patto, non sarebbe piuttosto una indicazione che la Commemorazione della sua morte doveva essere una celebrazione intima per coloro che già comprendono e apprezzano il suo sacrificio invece di essere vista come un'occasione per aumentare il numero dei presenti una volta all'anno? Non sarebbe questo anche in armonia con il fatto che la Pasqua ebraica era allo stesso modo una celebrazione per tutti (tutti mangiavano dell'agnello), ma osservata in forma privata potendosi riunire al massimo due gruppi familiari secondo Esodo 12:3,4? Vi prego di sentirvi liberi di commentare e di indicarmi qualsiasi incongruenza biblica riscontriate in questa analisi o qualsiasi informazione che possa essermi sfuggita in merito.

Serve Una Svolta

Commenti

  1. ServeUnaSvolta8 aprile 2019 23:21

    Va menzionato il fatto che l'articolo era stato preparato originalmente per presentare un paio di domande scritte sulla Commemorazione agli anziani locali, con lo scopo di evidenziare le incongruenze della interpretazione proposta dalla WTS su Luca capitolo 22. I ragionamenti sono quindi adattati alla mentalità del TdG medio, non riflettono necessariamente l'opinione dell'autore. Grazie per pubblicarlo.

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    1. Infatti ritengo alcune argomentazioni ancora molto ancorate alla WTS-dottrina, come quella della vita eterna sulla terra.

      Anche la macchinosità dei ragionamenti è quella WTS. D’altronde se vuoi ragionare con l’org ti ritrovi invischiato in cavilli e speculazioni mostruose.

      Riguardo alla domanda “Chi dovrebbe prendere gli emblemi?” trovo che Giovanni 6:48-58 sia la scrittura-spacca-tutto.

      “Io sono il PANE della vita. 49 I vostri antenati nel deserto mangiarono la manna eppure morirono. 50 Questo è il pane che scende dal cielo, affinché chi lo mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo che è sceso dal cielo. Se uno mangia questo pane vivrà per sempre; e in effetti il pane che darò è la mia carne, che offrirò per la vita del mondo”. 52 Allora i giudei si misero a discutere fra loro, dicendo: “Come può quest’uomo darci da mangiare la sua carne?” 53 Perciò Gesù disse loro: “In verità, sì, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. 54 Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, 55 perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. 56 Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me, e io a lui. 57 Proprio come io sono stato mandato dal Padre, il vivente, e vivo grazie al Padre, così anche chi si nutre di me vivrà grazie a me. 58 È questo il pane che è sceso dal cielo. Non è come quello che mangiarono i vostri antenati, i quali morirono comunque. Chi si nutre di questo pane vivrà in eterno”

      Non c’è margine. Direi che questa è la pietra tombale sulle classi e contro-classi della WTS e sulle distinzioni fatte dagli emblemi alla commemorazione.
      PANE (corpo) + VINO (sangue) = VITA ETERNA (per tutti, non in cielo o sulla terra).

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  2. Mi avete preceduto! :)
    È un post che ritengo importantissimo leggere, specie in questo periodo. Aggiungo un'altra fonte sullo stesso argomento, è impressionante come molti fratelli siano giunti a conclusioni simili senza consultarsi ma approfondendo la bibbia senza preconcetti.

    https://www.baruq.uk/continuate_a_fare_questo_in_ricordo_di_me_it.html

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  3. Grazie per l'articolo, ottimo il tempismo!
    Assolutamente d'accordo con Eliseo nel ritenere la scrittura di Giovanni 6:48-58 la pietra tombale per la dottrina wts.
    Ma anche la scrittura di Luca 22:29 letta ad ogni commemorazione fuori contesto per sostenere la propria dottrina, indica in parte la nostra singola responsabilità nel non aver capito quello che era ovvio.
    Abbiamo lasciato per anni che a pensare fossero altri per noi, fidandoci bonariamente.
    Eppure qualcosa non tornava, quella promessa di vita eterna sulla Terra, così distante da ogni logica, dall'evidenza di come la morte sia, in effetti, parte stessa della vita in natura.
    Ora è chiaro cosa non è il pasto serale del Signore, bellissima l'immagine del passare il calice e il pane al vicino=a me il sacrificio di Cristo non serve!

    Forse un pò macchinoso il ragionamento in generale, ma per smontare i cavilli wt forse è necessario (s)ragionare come loro.
    Grazie Corrado e grazie SUS

    Beatrice

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  4. Eccellenti considerazioni su una celebrazione che mi stava sempre più stretta da un pò. Anche io ragionavo fra me e me che passare il piatto del pane e il calice di vino equivaleva a declinare la cortesia di Gesù che ci offre la vita, come se non ne avessimo bisogno, da gran maleducati e soprattutto da ingrati.
    Noto che da questo interessante post emerge un concetto che credo dovrebbe essere meglio puntualizzato e discusso con attenzione in seguito. Ovvero, le speranze di vita futura. In cielo, o sulla terra? Capisco che ora che le scritture si dispiegano sotto i nostri occhi sembra emergere che la destinazione finale per chi accetta Gesù con fede sia il cielo. E la terra? Che ne sarà della terra? E poi, l'esperienza dell'uomo sulla terra rappresenterebbe a questo punto una sperimentazione da parte di Dio, una parentesi tra le incalcolabili epoche dell'eternità, qualcosa da perfezionare poi con l'assunzione in cielo degli esseri umani?
    Questa cosa mi lascia perplesso, e credo al momento di non riuscire a trovare risposta. Mi risulta difficile che nel progetto di Dio ci sia la destinazione finale cielo e noi quì su questa meravigliosa terra che siamo solo in attesa di un luogo migliore. Un Dio che abbia toppato con la terra e gli uomini in carne e ossa non mi è per niente congeniale, specie quando di Lui si dice che "la Sua attività è perfetta, ed è un Dio di giustizia" o che "la terra l'ha fatta per i figli degli uomini", dando l'idea di un progetto accurato e soprattutto stabile e duraturo.
    Vogliamo parlarne? Altrimenti il dubbio ci divorerà ;-)

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    1. Lo scopo del post era:
      - Dare una tentata spiegazione sugli avvenimenti accaduti durante il pomeriggio, sera, notte, del pasto serale del Signore. Le scritture non permettono di stabilire la data (la WTS si ostina sul 14 nisan per ovvi motivi di cadenza annuale, ovvero:pasqua ebraica annuale = commemorazione=raduno oceanico annuale) ma potrebbe essere il 13 nisan, infatti i tre giorni e notti nella tomba del Cristo sarebbero ora possibili. Lo schema sinottico in excel mi sembra chiaro. Si comprende che Luca NON è cronologico e tutto prende un senso. Infatti l'ossessione per Luca 21:29 della WTS (smentita poi dalla loro stessa Rbi8) è pivotale e data i tempi di Rutherford, sotto suggerimento di Franz. Giustifica il let motif di tutte le religioni ovvero divisioni in classi e quindi la creazione della piramide (prima due classi: Grande Folla e Unti 144.000, oggi tre classi: Grande Folla, Unti 144.000, Schiavo Fedele Discreto= Corpo Direttivo con conseguente dissonanza cognitiva...). Da qui struttura piramidale, controllo delle informazioni, pensieri, emozioni e comportamento (B.I.T.E. model).
      Una religione per esistere ha bisogno di tale struttura. Il cristianesimo primitivo non era una religione e non aveva struttura piramidale ma lineare, orizzontale. Nessuno sopra o sotto ma qui o là, sullo stesso piano. Infatti durò solo 37 anni. Del resto l'articolo lo trovo comunque chiaro per la cronologia che difficilmente può essere contestata.
      Per quanto riguarda vita in cielo o sulla terra, l'importante credo è conciliarci con la nostra mortalità. D'altra parte il Cristo nei discorso del Monte disse una cosa chiara: vivete l'oggi. Il domani ha la sua ansietà. Chiedi a Dio il pane non di domani, ma QUOTIDIANO (epiouisos neologismo coniato proprio dal Cristo). Come adesso abbiamo scoperto la WTS e altre sette ha fatto l'esatto contrario, ha fatto vivere una vita proiettata al domani con evidenti danni. Una vita in sala d'aspetto, attendendo il nulla. Su questo vi sarà un post. Carpe Diem Quam Minimun Credula Postero.
      Intanto buon oggi
      Corrado

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  6. E' vero. Bisogna vivere l'oggi e in effetti il problema fondamentale delle religioni è indurre a vivere in "modalità provvisoria".
    Se ho sollevato questo spunto alla riflessione sulla destinazione finale dell'uomo è solamente per amore della conoscenza della parola di Dio che ora sta assumendo nuove geometrie e conduce a nuove sfide. La mia non è una impellenza suggerita dall'impostazione escatologica data dalla religione, ma piuttosto da occorrenze bibliche in cui si legge di "vita eterna", "risurrezione nell'ultimo giorno", "mansueti che ereditano la terra", ecc., concetti che, lo vogliamo o no, rimandano ad un futuro più o meno delineabile dalle pagine della Bibbia. E certamente incuriosiscono le nostre menti avide di sapere. Da quì il mio reiterato suggerimento alla ricerca su questo argomento.
    Buon oggi a tutti. ;-)

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    1. Osservando il mutare della vita sulla terra mi viene in mente una parola: metamorfosi. Ci sono animali che subiscono evidenti stadi di cambiamento.
      Ciò non significa che siano imperfetti, è un ciclo naturale.
      Potrebbe essere anche per noi una parte del ciclo stabilito da Dio la nostra attuale vita?
      Gesù parlò di un seme che deve necessariamente morire per portare frutto, nascere a nuova vita..

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    2. Hai ragione Ieu, l’argomento merita senz’altro un post dedicato... ci lavoreremo ;)

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  7. Colgo l'assist di Barnaba, per citare una corrente di pensiero, tra l'altro pericolosamente blasfema, che vede nel racconto biblico una celata conoscenza astrologica, fatta di cicli e metamorfosi. La trovo interessante perchè magari noi ci scervelliamo gazie anche al tempo e agli studi profondi che ci regala Corrado, quando forse la soluzione è molto più semplice.
    Per alcuni studiosi eretici, il pasto serale del Signore non sarebbe altro che il passaggio del Sole (Gesù) dall'era dell'Ariete (agnello) all'era dei Pesci, cioè del grande pescatore di uomini Gesù, era che stiamo vivendo ancora oggi, e una volta terminata, verso l'era dell'Acquario. E' ben rappresentato in Luca 22:8
    I dodici apostoli non sarebbero altro che le 12 costellazioni, numero che ricorre
    tantissimo nella Bibbia. Il tradimento di Giuda, rimpiazzato da Mattia, rappresenterebbe
    il passaggio di una costellazione che sostituisce la precedente. I 30 denari non sarebbero
    altro che i 30 gradi d'angolo dei 12 segni. (30° x 12= 360°)
    Giovanni che nasce 6 mesi (2 stagioni) prima di Gesù viene festeggiato il 24 giugno,
    poco dopo il solstizio d'estate, ma c'è anche un San Giovanni minore festeggiato il 23 dicembre, poco dopo il solstizio invernale. Giovanni prepara il posto a Gesù, e le scritture di Marco 1:7 Gv 1:30 3:30 e 16:7 assumono un significato di ciclo degli astri.
    Un altra scrittura a matrice astrologica, che suggerisce un passaggio di era o di nuova nascita è sicuramente Rivelazione 12:1,2
    Sulla numerologia biblica sono interessanti questi calcoli:
    144000 / 666 = 216,216 periodico
    6x6x6 = 216
    216 = cubo perfetto = 3 alla terza + 4 alla terza + 5 alla terza (27 + 64 + 125)
    la metà, 108 è un numero sacro in diverse religioni come l'Induismo, il Buddhismo, il Sikhismo o il Giainismo.
    Inoltre i discepoli di Pitagora affermavano che ogni 216 anni si produceva una rigenerazione totale dell'universo. Se la bibbia parla dell'alternarsi delle stagioni, della nascita e morte del Sole, che avviene ogni anno, e più in grande, ogni era, allora la scrittura di Matteo 28:20 tradotta secondo l'Interlineare diventa:
    "Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla conclusione di questa era"
    Gesù, che ha iniziato l'era dei Pesci, ci accompagnerà fino al 2160 lasciando il posto all'era dell'Acquario. Questo video lo spiega ancora meglio.

    https://www.youtube.com/watch?v=5S6WsXz9GO4

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  8. Io lo trovo anche un po' troppo forzato, però spiegherebbe alcuni racconti "strani" tipo Eliseo e i ragazzini sbranati, su Biblistica.it avevo letto che Eliseo calvo era il Sole, e le due orse (non orsi quindi) erano l'Orsa Maggiore e Minore che transitavano lungo le 42 costellazioni di Eratostene, come se le divorassero. Sarà, ma trovo più romantica questa interpretazione rispetto a quella ortodossa.

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